Il 30 novembre Anteo spazioCine ha il piacere di presentare l’anteprima del film Le nevi del Kilimangiaro, di Robert Guédiguian.
La proiezione sarà alle 15.30.
A seguire, alle ore 17.30, si potrà assistere (previa prenotazione) alla lezione di cinema con il regista Robert Guédiguian che verrà intervistato dalla giornalista Barbara Sorrentini.
Per la proiezione e la lezione è necessario prenotare chiamando lo 02 43 91 27 69 int. 3. (h.10.00-13.00/ 15.00-18.00)
IL FILM
Nonostante la recente perdita del lavoro, Michel vive felicemente, circondato dall’affetto degli amici, dei figli e dei nipoti, insieme alla moglie Claire con la quale ha condiviso trent’anni di matrimonio e di impegno politico. Le loro coscienze sono immacolate tanto quanto la loro visione della vita. Questa armonia viene spezzata il giorno in cui due sconosciuti armati entrano nella loro casa derubandoli dei loro risparmi e lasciandoli sotto shock. Lo shock è ancora più forte quando scoprono che l’aggressione è opera di un giovane operaio licenziato insieme a Michel. Quella violenza è opera di uno di loro. L’interrogativo è amaro: per chi e per cosa abbiamo lottato?
IL REGISTA Robert Guédiguian, francese figlio di immigrati (il padre è armeno, la madre tedesca), trascorre la giovinezza in un quartiere operaio di Marsiglia. Laureatosi a Parigi, incontra il regista R. Féret che lo instrada verso la regia. Esordisce con L’ultima estate (1980), cui segue Mezzogiorno rosso (1983) che racconta dall’interno la storia di una famiglia operaia. Tutta la sua filmografia si configura come una sorta di epopea del proletariato: girati sempre con gli stessi attori, ambientati nel microcosmo del quartiere natio, i suoi film privilegiano l’aspetto politico all’interno di storie di gente comune. Dopo avere rischiato l’invisibilità, gira Marius e Jeannette (1995), poetica storia d’amore ambientata nel variopinto mondo della Marsiglia degli emarginati, che mette d’accordo pubblico e critica; nel 1999 realizza La ville est tranquille. L’ironico e simpatico A l’attaque! (2001), strutturato in forma metanarrativa, con due sceneggiatori che cercano gli ingredienti «giusti» per un film da premio, conferma la sua volontà di farsi cantore del proletariato. Passa quindi dal sociale al privato in Marie-Jo e i suoi due amori (2002) e abbandona temporaneamente il proletariato marsigliese per raccontare gli ultimi mesi di vita del presidente Mitterrand in Le passeggiate al Campo di Marte (2004).
La lezione di cinema è inserita all’interno del progetto culturale OffiCine – Fare e Cinema, frutto della collaborazione tra Anteo spazioCinema e Istituto Europeo di Design.
